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Mense Scolastiche Biologiche: l’alimentazione fa rima con educazione

mensa

In Italia l’ultimo censimento sulla diffusione di mense scolastiche biologiche è incoraggiante: dal 1996 al 2012 il numero delle mense bio presenti sul territorio è cresciuto da 69 a 1.196. In testa è la regione Lombardia, con 250 mila pasti bio serviti ogni giorno nelle scuole locali, seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Veneto. Nel Centro Italia le mense biologiche sono 208, al Sud 143. Il problema comunemente sollevato intorno alla tematica “Bio” è l’incremento dei costi di produzione da una parte e dei prezzi finali dall’altra.

Ciò vale anche per la ristorazione collettiva biologica. È possibile contenere queste spese all’interno di una scuola? Il cibo biologico può essere considerato esclusivamente una voce di costo? Prendiamo il caso dell’Emilia Romagna, regione portabandiera della ristorazione bio: grazie a una legge regionale del 2002 è stata regolamentata l’alimentazione scolastica secondo parametri biologici, tanto che oggi almeno il 90% dei cibi offerti nelle mense scolastiche emiliane è bio. Ma il fattore “costi”, come è stato gestito? Ottimizzando la filiera produttiva del bio ed eliminando le inefficienze. Per esempio, riducendo il consumo di carne proposta nei menù e privilegiandone la qualità; incrementando i piatti unici e la quantità di legumi nella dieta degli alunni; riducendo gli sprechi, anche, per esempio, attraverso il self service dei bimbi in mensa. Non da ultimo, occorre comprimere le spese relative a tutto ciò che cibo non è: consumi di energia, acqua, rifiuti, eccedenze, ecc. allo scopo di rendere l’intera struttura e i suoi avventori sostenibili per l’ambiente.

Allora, a ben vedere, cibo biologico nelle scuole non significa solo ed esclusivamente alimentazione sana e alleggerimento dell’impatto ambientale della ristorazione scolastica. L’introduzione progressiva di alimenti bio a scuola dà vita a forme virtuose di educazione alimentare, da insegnare e apprendere proprio fra le pareti di un’aula. Di qui la progettazione e la pratica di attività didattiche, formative e informative che coinvolgano bimbi, ragazzi e le loro famiglie sul tema (ma potremmo chiamarlo “materia”) del mangiar sano, capaci di tracciare la strada a una società più consapevole, attiva e rispettosa del benessere collettivo e ambientale. Una sfida importante e tutt’altro che trascurabile per le generazioni presenti e future.

Fonte dati: Bio Bank, www.biobank.it

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