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Malanni di Stagione nei Bambini: Prevenzione e Cure

Sintomi da monitorare, terapie e alimentazione giusta in caso di influenza

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Febbre, tosse, raffreddore, stanchezza, talvolta anche vomito e diarrea per cinque o sei giorni: l’influenza nei bambini ha, nel complesso, le stesse caratteristiche di quella che colpisce gli adulti, sebbene i bimbi siano più a rischio, specie quelli più piccoli. Questo perché il sistema immunitario dei bambini non è ancora sufficientemente preparato per riconoscere e contrastare i virus più comuni, come quello influenzale. Ecco allora alcune buone regole di prevenzione e cura dell’influenza nei bambini.

Attenzione alla somministrazione di antibiotici e cortisonici, salvo diverso parere del pediatra, che resta punto di riferimento soprattutto se la febbre scompare dopo un paio di giorni per poi ricomparire per più di 48 ore, per cui i giorni totali di malattia superano i sei; quando la febbre non è particolarmente elevata ma il bimbo è comunque molto stanco e debilitato; quando vomito e diarrea risultano eccessivamente frequenti. Inoltre, i bambini in età scolare, e già a partire dalla scuola materna, sono più soggetti al contagio e a diventare, loro stessi, portatori dell’infezione.

Che fare, allora, per prevenire l’influenza in modo adeguato? Vaccino sì o vaccino no? La vaccinazione antinfluenzale viene raccomandata a quei bambini affetti da alcune specifiche patologie come il diabete, la cardiopatia, la pneumopatia, la fibrosi cistica, poiché un’influenza potrebbe aggravare le loro condizioni di salute. Invece per i bambini sani basta seguire i consigli del pediatra e tenere le vie respiratorie del bimbo più libere possibili.

Metodi di prevenzione sempre validi? Il bambino (come del resto la persona adulta) dovrebbe lavarsi le mani bene e spesso con acqua tiepida e sapone per almeno 15 secondi: servirà a eliminare i germi o virus più ostinati. A tavola non devono mai mancare nutrienti come le proteine (da preferire quelle di: pesce, carne rossa magra, carne bianca, uova, legumi, soia, frutta secca non salata), le vitamine A (patate dolci, carote, spinaci, cavolo, peperoni rossi, latte, uova), C (agrumi, peperoni rossi, papaya, kiwi, pomodori), E (mandorle, semi di girasole, nocciole, spinaci) e lo zinco, presente nelle germe di grano, nella fibra di frumento, nei semi di girasole, nelle mandorle e nel latte.

Fonti: Nostrofiglio.it, Salute24_Ilsole24ore, Panorama.it

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