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Litigi tra fratelli: anticamera del bullismo?

Come educare i bimbi al dialogo per la risoluzione dei conflitti

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Piccoli bulli crescono, già in famiglia
A provarlo una recente ricerca promossa dall’Università del New Hampshire di Durham, USA, dedicata proprio alla violenza tra fratelli. Liti, dispetti, violenze fisiche e psicologiche tra bambini in famiglia non vanno sottovalutati. A lungo andare, questi comportamenti sono gli stessi che si ripeteranno a scuola, nei confronti dei coetanei, esplodendo in atti di bullismo di vario ordine e grado. Dal bullismo privato a quello pubblico, dunque, il passo è breve.

Cosa fare per crescere i propri figli nel rispetto dell’altro?
Che si tratti di un fratello o di un compagno di banco, occorre fornire ai bimbi tutti gli strumenti utili per imparare a risolvere da soli le questioni fra loro sviluppando l’arte del dialogo. I genitori devono rendersi conto che anche le liti tra figli vanno gestite, educate, dando loro il giusto esempio. I bambini ci guardano e imparano da noi, dai nostri atteggiamenti e comportamenti di adulti. Dalla nostra sostanza umana.

I toni accesi e i contrasti furiosi tra genitori diventano modelli da emulare per risolvere i problemi. Invece, insieme ai bimbi è possibile esercitare la buona pratica dell’autocontrollo, riconoscere le proprie motivazioni ed esprimere le proprie ragioni ed emozioni nel rispetto reciproco. Infatti, i conflitti tra genitori non sono soltanto psicologicamente sofferti dai figli, ma diventano paradigmi di comportamento plausibili e imitabili nelle relazioni che i piccoli adotteranno a casa, a scuola, nella vita.

litigi2Se i bambini sono molto piccoli, non sottovalutateli
Non è vero che hanno sempre ragione gli ultimi arrivati in famiglia, perché “fratelli più piccoli”. Insomma, non sempre i più piccoli sono automaticamente innocenti per definizione. I fratellini sono perfettamente in grado di volgere una situazione a proprio vantaggio, screditando le ragioni del fratello maggiore anche senza bisogno parole. In ogni caso, il punto non è trovare un colpevole, ma risolvere la situazione tra i bimbi. Non fate preferenze tra l’uno e l’altro: il bambino che ne sarà escluso coverà psicologicamente questo dolore, sfumandolo di gelosia, invidia e pian piano intolleranza e acredine, nei confronti del nucleo famigliare prima e a scuola poi, bullando il compagno di classe di turno.

Il senso della giustizia e la risoluzione dei conflitti
Quindi, se non avete visto come si sono svolti i fatti che hanno scatenato il litigio, non prendete le parti dell’uno o dell’altro. Il senso della giustizia è molto importante per un bambino e sentirsi ignorato o delegittimato è frustrante, mina la sua autostima. Cercate sempre di essere equilibrati e giusti. Date piccole responsabilità e compiti a ciascun fratello, in modo che nessuno si senta trascurato ma anzi valorizzato al pari dell’altro o degli altri. Date loro delle regole di base per litigare pacificamente: niente botte, niente lancio di oggetti, niente insulti, ecc.

Evitate di intervenire nei loro litigi tutte le volte che è possibile: i bambini si renderanno conto un po’ alla volta che devono imparare a risolvere da soli i loro bisticci, senza correre ogni volta da mamma e papà a lamentarsi del fratello o della sorella, più grandi o più piccoli che siano. Esortate i bimbi a parlarsi, a trovare con le parole e non con le mani la soluzione ai loro conflitti.

Fonti: Corriere della Sera, NY Times, Donna Moderna

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