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Latte materno o latte artificiale?

I vantaggi dell'allattamento materno sono per entrambi: madre e figlio

allattamento

Allattamento materno: i vantaggi per il bambino

L’allattamento al seno nei primi mesi di vita del bambino, e fino all’età di un anno, è considerato dagli specialisti e dalla comunità scientifica la forma di alimentazione migliore per la crescita e lo sviluppo del piccolo, ma anche per la salute della madre. I benefici per l’infante sono numerosissimi: il latte materno è ricco di anticorpi ed enzimi, è rapidamente assimilato dall’organismo del neonato ed è sempre della temperatura ideale. Inoltre, evita disordini intestinali e infezioni all’apparato respiratorio del bambino; stimola il sistema immunitario e lo sviluppo di quello neurologico. È stato dimostrato che i bambini allattati al seno sono meno soggetti all’insorgere di tumori come la leucemia e il linfosarcoma, e a malattie quali polmonite, asma, allergie, diabete, infezioni gastriche e dell’apparato uditivo.

Allattamento materno: i vantaggi per la madre
I vantaggi per le mamme si evidenziano in una più rapida ripresa della forma fisica pre-parto, nel riequilibrio ormonale, nella minore probabilità di sviluppare forme tumorali al seno, all’utero, alle ovaie e in un minor rischio di depressione post-parto. Per entrambi, l’allattamento materno fortifica la relazione madre-figlio e ne consolida il reciproco legame affettivo. Dal 6° mese in poi è possibile integrare l’allattamento al seno con altri alimenti per l’infanzia, che consentiranno al sistema immunitario del bambino di riconoscere cibi nuovi e, quindi, di prevenire il rischio di allergie alimentari.

Allattamento artificiale: spesso, un fatto culturale
Viceversa, nei bambini non allattati al seno aumentano i casi di obesità infantile e, da adulti, di arteriosclerosi. Tuttavia negli ultimi anni, specialmente in Italia, la tendenza progressivamente diffusa è quella di limitare l’allattamento al seno ai primi tre mesi di vita del bimbo per poi passare a un allattamento misto, latte materno e latte artificiale. Nel nostro Paese il problema è soprattutto culturale: sono ancora pochi gli ambienti di lavoro attrezzati per ospitare madri lavoratrici durante il periodo dell’allattamento. Da un altro punto di vista, e cioè di natura strettamente economica, allattare al seno conviene: in tempi di crisi, il latte materno risulta senza dubbio preferibile al latte in polvere, che in Italia è il più caro d’Europa.

Le banche del latte materno: la generosità è mamma
In linea generale, il latte artificiale dev’essere comunque consigliato da uno specialista, in base a determinati parametri di crescita del piccino: peso, altezza, circonferenza del cranio.  Viene scelto di solito per impossibilità della madre di allattare al seno o per intolleranze/allergie del bambino al latte animale.  Le madri che non allattano per motivi di salute possono però contare sulle banche del latte materno (in Italia ve ne sono 28) che lo distribuiscono gratuitamente ai piccoli ospiti dei reparti di neonatologia.

Fonti: Unicef, La Stampa

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Commenti

Le risposte dei nostri lettori.

  1. troloutuadith dice: novembre 28, 2013

    non la penso cosi

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