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“Il mio bimbo è cicciottello”: obesità infantile e alimentazione

cicciottello

Negli ultimi vent’anni in Italia i bambini in sovrappeso sono raddoppiati. Un milione di bambini fra i 6 e gli 11 anni è più o meno grasso, il che significa più di un bimbo su tre. Su 100 bambini di terza elementare, 24 sono in sovrappeso, 12 sono obesi. Dati preoccupanti forniti dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che consentono, innanzitutto, di distinguere fra obesità e sovrappeso infantili. La prima si verifica quando il peso del piccolo supera il 20% il suo peso ideale; la seconda, quando i chili di troppo si aggirano fra il 10% e il 20% in più rispetto al suo peso forma.

Quali sono le principali cause dell’obesità infantile? La prima è data da una scarsa educazione alimentare, ma anche dallo stile di vita del bambino (troppo spesso sedentario, in balia di televisione e computer), dall’ambiente familiare e dalle sue condizioni socio-economiche, dalla predisposizione genetica. Un’iperalimentazione concentrata nel corso dei primi due anni di vita del bambino produrrà serie conseguenze nella sua vita da adulto, sia sulle sue condizioni fisiche sia su quelle psicologiche e sociali: sovrappeso/obesità protratte in età matura, rischio di malattie cardiovascolari, artrosi, diabete, ecc. A ciò si aggiungono sovente abbassamento dell’autostima e alcune forme di depressione.

Come prevenire tutto questo? I genitori, in primis, sono chiamati a dare il buon esempio e a farlo sin dalla più tenera età del piccolo, avendo cura di nutrirlo in modo sano, sereno e bilanciato. Diversificare la dieta, fargli sperimentare gusti differenti, stimolarne le papille gustative associando sapore-salute-nutrizione: sono tutti approcci utili al bambino per relazionarlo in maniera corretta ed equilibrata al cibo. Per farlo al meglio, è bene offrirgli prodotti di qualità, che siano la risposta giusta ai suoi bisogni reali. Prodotti che siano semplici, cioè facilmente reperibili, fondamento di ricette di facile esecuzione, magari in tempi compatibili con la vita lavorativa e gli impegni famigliari.

Prodotti che siano genuini e naturali, come gli alimenti biologici, centellinando l’impiego di sale, zuccheri e condimenti ipercalorici. Infine, prodotti che siano buoni, considerando l’opportunità di realizzare ricette appetitose e originali anche con frutta di stagione e verdure fresche. L’ingrediente segreto? Insegnare ai bambini a cucinare, coinvolgerli nella preparazione di piatti e pietanze, renderli partecipi del processo educativo alimentare, mettendo, insieme a loro, le mani in pasta.

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