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Dieta vegetariana nei bambini Sì o No?

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Dieta Vegetariana Bambini

La domanda non poteva che scatenare le polemiche: una dieta nella quale sono totalmente assenti le proteine animali può essere indicata anche per i bambini nei primi anni d’età?

Le risposte sono contrastanti: la gran parte dei pediatri si schiera sul fronte del no, sostenendo che una dieta senza carne possa causare dei danni ai bambini; i vegetariani, invece, sono fermamente convinti del contrario, ovvero che anche per i bambini può esistere un’alimentazione corretta e completa senza proteine animali.

La posizione dei pediatri, e in particolare di Susanna Esposito, che dirige la Clinica Pediatrica 1 nella Fondazione Policlinico di Milano, è piuttosto netta: una dieta priva di carne, e di zuccheri, nei primi anni di vita di un bambino può provocare dei problemi, quali gravi anemie e persino ritardi nello sviluppo neurologico.

Molte le risposte di protesta giunte a smentire queste affermazioni, in particolare dall’Avi “Associazione Vegetariana Italiana”; diverse madri hanno affermati di avere figli e figlie vegetariani sin dalla nascita e oggi perfettamente sani e che non soffrono di alcun problema.

Dalla parte delle madri vegetariane si è schierata la nutrizionista Roberta Bartocci, che ha definito scorretta e priva di “qualsiasi base scientifica” la teoria secondo la quale un’alimentazione di tipo vegetariano sia rischiosa per i più piccoli e portando a sostegno della propria tesi la sua esperienza personale di madre, con un bambino che non ha mai mangiato “né carne né pesce e gode di ottima salute”.

Se l’alimentazione vegetariana è ben pianificata e variata, dunque, non ci sarebbero problemi. Altre voci dal fronte vegetariano sottolineano come ormai sia risaputo in tutto il mondo che la carne sia più dannosa che benefica.

Sulla diatriba è intervenuto anche il “Movimento Animalisti Italiani” di Bologna, secondo cui la tesi sostenuta da molti pediatri sia sorpassata: “La nostra specie non ha bisogno di proteine animali per sopravvivere”.

Nonostante le tante mail contrarie, la professoressa Esposito non ha fatto marcia indietro spiegando più nel dettaglio la sua posizione: “Le proteine animali sono essenziali per una crescita corporea adeguata”, anche perché gli alimenti di origine animale assicurano pure l’apporto di altre sostanze, come minerali e vitamine utili ad evitare carenze.

Ma come si possono rimpiazzare le proteine animali?

La dottoressa Esposito precisa che alcuni alimenti, al di là delle proprie convinzioni alimentari, non possono mancare: “La dieta deve tassativamente contenere uova o latte“. Questi due alimenti sono indispensabili, vista l’assenza di carne, per garantire la copertura del fabbisogno a livello nutrizionale. Le diete strettamente vegane, però, non prevedono nemmeno l’assunzione di latte e uova e perciò si possono evidenziare carenze nel bambino, “che richiede un apporto maggiore rispetto ad un adulto proprio perché la sua velocità di crescita è superiore”.

Di parere diverso Massimo Agosti, pediatra e direttore dell’unità operativa “Nido”, secondo il quale è possibile assumere un quantitativo di proteine adeguato anche senza nutrirsi di carne. Agosti dà una connotazione storica alla tesi secondo cui le donne in dolce attesa e i bambini debbano per forza assumere proteine animali: “È un residuato di un passato post-bellico in cui il cibo scarseggiava e i cibi più ‘preziosi’, la carne in particolare, venivano riservati ai bambini e alle donne in gravidanza”. In realtà, spiega Agosti, una donna che aspetta un bambino deve assumere “almeno 2000 kcal al giorno”, con un apporto corretto di grassi, proteine e carboidrati. La carne è tutt’altro che indispensabile, sia per la madre che per il bambino, il quale non ha bisogno di apporto proteico esagerato, anzi; “Basti pensare”- prosegue Agosti -”che il latte materno umano è uno di quelli che contiene meno proteine e il latte vaccino, decisamente più proteico, è indicato solo dopo il primo anno di vita”.

Studi recenti hanno rivelato che un eccessivo apporto di proteine animali è spesso causa di un accumulo di peso nei primi 12 mesi di vita, che potrebbe poi sfociare in un rischio di sovrappeso nel corso dell’adolescenza.
Perciò la risposta alla domanda iniziale è sostanzialmente un sì: la fase di svezzamento può essere pianificata senza inserire nella dieta carne e pesce, apportando però le proteine necessarie attraverso legumi, formaggi e uova. Inoltre, se si abitua un bambino a mangiare verdure, da adulto le mangerà più volentieri e in maniera naturale.

 

Fonti articolo:

https://www.fondazioneveronesi.it/articoli/lesp

http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2012/05/10/news/pediatria_la_polemica_sulle_diete_senza_carne-34847030/

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