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Ciuccio addio: come e quando?

Fonte di rassicurazione e distrazione, il ciuccio ha effetti positivi ma anche qualche rischio per la salute del piccino

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Ciuccio per neonati: quali sono i pro e i contro? Come e quando il bambino non lo cercherà più? Già nel pancione della madre, durante i nove mesi di gravidanza, il piccolo avverte un bisogno di suzione che produce in lui un effetto calmante, consolatorio e rassicurante. Sono diversi gli studi che hanno analizzato l’uso del ciuccio nei bambini, individuandone quelli che sono gli esiti positivi e quelli controproducenti, sia sulla salute psicofisica del bambino che nel rapporto con gli altri, in particolare con la madre.

Per esempio, è stato dimostrato che nei bambini prematuri incapaci di alimentarsi, l’uso del ciuccio e il riposo in una culla a dondolo hanno importanti effetti rilassanti e favoriscono nel bambino la predisposizione ad alimentarsi autonomamente al seno materno. Inoltre, l’impiego del ciuccio abbassa il rischio di apnee notturne: durante il sonno dei neonati, infatti, soffocamento e apnee possono derivare dallo scivolamento della lingua all’indietro, nel tratto orofaringeo. Grazie al ciuccio, il bimbo è “costretto” a mantenere la lingua in avanti, evitando ostruzioni alla gola.

Quando si comincia a dare il ciuccio a un neonato? Già dal primo mese di vita e preferibilmente la notte, quando dorme. È stato scoperto che utilizzare il ciuccio prima del compimento del 1° mese di età può portare a una riduzione dell’assunzione di latte dal seno materno ma anche, in linea generale, a una più breve durata del periodo di allattamento. Ma quando, invece, è il caso di togliere il ciuccio ai bambini? Solitamente, al termine del primo anno di vita e, in ogni caso, non forzare il bimbo ad utilizzare il ciuccio se lo rifiuta. Un uso prolungato del ciuccio, fra i 2 e i 5 anni di età, potrebbe avere effetti negativi sul suo sviluppo dentale. Una ricerca del 2004 ha dimostrato che nei bambini di età superiore ai 2-3 anni che ancora utilizzano il ciuccio aumenta il rischio di problemi dentali, come malocclusioni, morso aperto e morso incrociato.

E come togliere il ciuccio senza rischiare di traumatizzare il bambino? Bisognerebbe scegliere un momento, un periodo sereno nella vita del piccino, senza eventuali circostanze ansiogene e motivi di agitazione all’orizzonte (visite mediche, viaggi, situazioni di stress, ecc.). L’abbandono del ciuccio dovrebbe essere un processo e non un distacco drastico e immediato, da un giorno all’altro. Per esempio, si può scegliere insieme al bambino un posto, un contenitore, una scatola dove conservare il ciuccio quando non lo usa e dove può ritrovarlo al momento del bisogno, per esempio prima di andare a nanna. Evitate, infine, di rimproverare il bambino se troppo attaccato al ciuccio: ramanzine e paternali non fanno che aumentare ansie, paure e incertezze nel bimbo che, di conseguenza, troverà maggiormente ragione di affezionarsi al ciuccio, fonte di consolazione, calma e sicurezza.

Fonti: Infermieristica Pediatrica
Donna Moderna – Mamma

 

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